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giovedì, ottobre 28, 2004
Non ci sono più le mezze stagioni
(il demone per l'equo e solidale)
L'esperimento è scientifico e pertanto replicabile in ogni condizione di pressione e temperatura date. Basta trovare una stradina un pò sfigata, magari fuori città. Un'autovettura mesta e carica di nequizia, e un conducente che si vuole godere la strada e il panorama. E' l'imbrunire e durante la giornata avete saltato pali tutto il giorno al lavoro, miracolosamente uscendone con la vostra virtù posteriore ancora intatta. Vi accendete una sigaretta e inalate un pò di dolce veleno, creando buffi effetti circolari con il fumo di ritorno.
Ma.
Sfruttando le proprietà delle stringhe cosmiche multidimensionali, si palesa alle vostre spalle non tanto Stephen Hawking sulla sua carrozzella a propulsione nucleare, ma una golf. Una fottuta, tamarra, rognosissima e pregiudicata golf. TDI con la D e la I rosse, simbolo di potere. Sembra un presepio per quante luci ha accese sul muso, tanto che la domanda che subitanea sorge è se alla guida ci sia un caprone modello betlemme. O un re mago dissidente, se è per questo. Poi i dettagli: se accendesse tutti fari a sua disposizione illuminerebbe paesini sperduti sul Gennargentu, fa sfoggio di lucine blu sui tergicristalli e scorgete, ma rifiutate l'idea perchè quel che è troppo è troppo, che ha appeso al retrovisore uno scheletrino dondolante cilindromunito, simpatico come un rutto emesso fragorosamente durante il "si" della sposa ad un matrimonio di nobili. Voi non potete vedere perchè è buio, ma potete sentire, si sentire, i vetri fumè fuorilegge, i cerchi maggiorati modello trattore Scania, gli scarichi posteriori cromati che sfiammano, comprensivi di pecetta anti annerimento attaccata, in corrispondenza, sul paraurti e l'adesivo del segno zodiacale appizzato vicino al serbatoio, regalo e ricordo di un incontro effimero con Branko.
Romba, questa cazzo di macchina. E vuole sorpassarvi, perchè è superiore. Ha la stella cometa dalla sua, in finale alla guida c'è pur sempre Melchiorre, e chi di voi vorrebbe mai avere a ridire con uno dei re magi? E' gente raccomandata, voglio dire. Ma non c'è spazio per passarvi, c'è il nulla ai lati, e voi lo sapete. Buttarsi nell'incognito dei prati o resistere al suino motorizzato? Poi inizia l'attacco. La prima sfarata consuma tanta energia elettrica pari al fabbisogno di una piccola nazione sudafricana. Vi domandate se per caso dietro i fanali non si nascondano le armi di distruzione di massa irachene, tanto a lungo cercate. Il clacson è polifonico, come le suonerie del cellulare quadriband, ultimo modello, olografie in diretta dal grande fratello, collegamento con la sonda pioneer 14 nei pressi di Betelgeuse, e lo spostamento d'aria è solo di poco inferiore a quello che una sana mangiata di fagioli indurrebbe nel guerrigliero pazzo di notte. E vi spostate, allora, perchè è Darwin che ve lo chiede, e chi siete mai voi per fermare uno scimpanzè che ha deciso di abbreviare i percorsi evolutivi percorrendoli a bordo di una golf? In una nube di fumo da far invidia a Tunguska vedete in lontananza i fari rossi che si allontanano, accompagnati da tenui scintille dai terminali, e in fondo pensate che vi è andata bene, potevate sempre finire accoltellati.
Ma io non ce l'ho con questa gente. Perchè la mia macchina corre molto di più. Ed è un piacere del tutto mio, come diceva de andrè, farli arrivare a due centimetri dalla mia targa e lasciarli li, l'occhietto incredulo e lo scheletrino con cilindro appeso d'improvviso triste come la panza di Simona Ventura, con un filo di bavetta incontrollato ai lati della bocca. Selezione naturale, caro il mio macaco. E i miei 230 cavalli non perdonano.
Reincontrai la golf, poi, nel traffico del lungotevere. Ma in quella c'era l'ermeneuta dentro. Un uomo che blocca il traffico con la sua lentezza esasperante, sodomizza gli stop, irride i semafori e dileggia le linee continue. E allora capii: il mondo sta impazzendo, figlioli miei.
Frankie Hi Energy, "Quelli che benpensano"
"Sono intorno a noi in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere.
e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom!"
Plug your Smart in the ass! (and put the handbrake on) L'Ermeneuta per il sociale
Chi l'acquista afferma che lo fa per le sue dimensioni, perchè è più maneggevole nel traffico micidiale delle grandi città e perchè è più semplice posteggiarla nel primo interstizio disponibile. Ma il vero problema della Smart è che, pur essendo di dimensioni assai ridotte, è sempre troppo grande per poterla infilare nell'unico luogo dove dovrebbe rimanere, ossia nel culo di coloro che l'acquistano. C'è poco da fare, perchè le categorie di persone che acquistano una Smart sono solamente due: o giovani donne totalmente rincoglionite (normalmente bionde), che sono attratte prima di tutto dal fatto che con due soli pedali devono ricordare meno cose alla guida, o giovani stronzi che considerano la loro macchinina una nuova versione del cinquantino di quando erano sedicenni, e la guidano alla stessa maniera. Ossia di merda. Da quando questa fottuta scatoletta di simmenthal con le ruote ha fatto la sua apparizione sulle strade italiane, non passa giorno che non mi tocchi bestemmiarne una, per un sorpasso assassino, una manovra psicopatica, una inversione da codice penale militare in tempo di guerra. Per questo motivo ho pensato di utilizzare il mio blog, diventato oramai un fenomeno di costume, per rivolgere un sentito augurio a tutti i possessori di Smart. Ordunque, egregi signori, gentili signore, vi auguro che la vostra infida macchinina playmobil possa prendere fuoco mentre vi state cimentando nell'ennesima chicane nel traffico del centro storico. Ma non vi auguro di morire come sòrci all'interno della Smart. Assolutamente no. Preferisco che voi riusciate a mettervi miracolosamente in salvo, in modo che possiate assistere, impotenti, al lento incenerimento del vostro giocattolo. E solo quando al posto della vostra macchinetta saranno rimasti rottami fumanti e plastica sciolta, solamente allora e non prima, vi auguro di venire travolti da un Tir con rimorchio, carico di cessi e guidato da un autista ucraino senza permesso di soggiorno, che ha smarrito la rotta per il Caucaso e si è ritrovato, leggermente perplesso, nel pieno centro della città.
Dall'augurio, rivolto urbi et orbi, escludo solamente il demone, ma esclusivamente per ragioni di umana simpatia, non perchè sia meno stronzo degli altri possessori di Smart.
venerdì, ottobre 22, 2004
Io rifletto...
La vita è: Obiettivi sfumati Progettualità fallaci Potenzialità inespresse Sicurezze solo ostentate Decisioni sempre procrastinate
Autodafè, Frankie Hi Energy. Per farsi un po' male. E per ricominciare.
Prendo le distanze da me perche' non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi: sono il mio nemico, il piu' acerrimo. Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco liberta' ma per me adesso so che questa cella restera' sprangata a triplice mandata dall'interno: sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno. Reprimo ogni possibile "me", inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile, segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.. Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo, credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso deipeccati che ho commesso - e guido un autodafe'-
venerdì, ottobre 15, 2004
Saggezza Antica
Lungo e periglioso il cammino alla ricerca della verità. Per fortuna che a volte il destino ci permette di incontrare uomini illuminati, cui domandare scampoli di sapienza. E' capitato anche a me, in un piccolo paese costiero della Sicilia. Era un vecchietto vestito di nero, seduto su una sedia con le mani appoggiate sul bastone. Il volto scuro e grinzoso, lo sguardo austero e profondo, la posa autorevole. Appena l'ho visto, ho compreso per quale motivo, nel paese, avesse fama di gran saggio. Mi sono avvicinato, e con fare assai rispettoso, ho posto la seguente domanda: "Con permesso, don Ninuzzo, vorrei che voi , uomo saggio di riconosciute virtù, mi chiariste il senso di questo cammino chiamato vita, le scaturigini del male esistenziale che affligge i tempi moderni, i confini dell'anima, la destinazione finale dell'avventura umana su questa terra". Lui mi ha ascoltato senza battere ciglio, ha annuito lentamente, ha aperto in maniera quasi impercettibile la bocca ed ha profferito le seguenti parole: "Dal limone il limoncello, dal mapo, MapoMapo". Poi il silenzio. Ho atteso ancora qualche istante, per sincerarmi che la rivelazione fosse compiuta nella sua interezza, poi ho rispettosamente salutato: "Come parlate bene, don Ninuzzo". Mi sono allontanato, con la voglia di riproporre le stesse domande ad una qualsiasi baldracca sulla Cristoforo Colombo.
martedì, ottobre 12, 2004
Il coraggio delle idee..
La funzione pubblica è molto importante. L'azione amministrativa dello Stato, imperniata sui pilastri della imparzialità nei confronti dei cittadini, è elemento fondante di qualsiasi democrazia e sarebbe un guaio se i suoi funzionari, nell'espletamento dei loro compiti, si lasciassero condizionare dai soggetti con cui vengono a contatto, omettendo gli atti del proprio ufficio. Perchè la Legge deve essere uguale per tutti, nessuno escluso. Quindi, se nelle normali attività di verifica ed accertamento fiscale, ti accorgi che il soggetto verificato è una simpatica società di persone, evasore totale, formata da tre soci, tutti evasori totali, il tuo compito di funzionario delle Entrate è provare a recuperare i soldi sottratti alla collettività, senza guardare in faccia a nessuno. Se però ti accorgi che tutti e tre i soci sono originari di Casal di Principe, allora potrebbero sorgere alcuni dubbi di coscienza, fondati sul principio di conservazione della propria esistenza in vita. A qualcuno il nome Casal di Principe potrà sembrare anonimo, quindi, vi riporto qualche notiziola presa dal signor Google, inserendo chiavi di ricerca a caso (del tipo "Casal di principe + camorra + omicidi"). Ordunque: " In Campania, è presente, in posizione di assoluta supremazia, il clan camorristico denominato dei "Casalesi", originario del comune di Casal di Principe, che ne costituisce storicamente la roccaforte, e nel cui territorio vive la maggior parte degli affiliati. Casal di Principe è il paese dove, dal 1990 ad oggi, sono state uccise oltre 200 persone, senza che nessuno abbia visto o sentito nulla.". Ovvio che tale notizia abbia creato un animato dibattito tra tutti i componenti del team di accertamento. Qualcuno sosteneva che era meglio fare finta di niente, girarsi dall'altra parte e insabbiare la pratica. Altri consigliavano di creare atti senza firma del funzionario responsabile, viziati da nullità assoluta. Io e pochi altri eravamo per la linea dell'intransigenza. Non si può permettere che lo Stato chini la testa davanti a dei delinquenti. Non è possibile che meschini pensieri di autotutela mettano il bastone tra le ruote della Funzione Pubblica. Non è ammissibile condannare a chiacchiere omertà e complicità e poi fare la stessa cosa. Esiste una dignità personale che va oltre. Abbiamo un compito e dobbiamo portarlo a termine, costi quel che costi. Alla fine, la linea dura è passata: domani mattina verrà dato un segnale forte dell'esistenza dello Stato, notificando ai loschi soggetti gli atti di recupero. Io mi metterò in malattia.
lunedì, ottobre 11, 2004
News!
Come i più arguti di voi hanno già avuto modo di notare, quasto simpatico blog ha aggiornato i suoi link e implementato un nuovo servizio per la collettività. Per quanto riguarda i link, scopriteveli da soli che c'ho mal di gola e raffreddore e non mi va di buttare il mio tempo per spiegare a voi cialtroni i perchè delle mie scelte. Il nuovo servizio, invece, lo trovate in alto a sinistra: "Trova la tua anima gemella!". La sua realizzazione è stata il frutto di un brainstorming tra me ed il Demone, il più eclatante errore giudiziario della storia dal dopoguerra ad oggi (è ancora a piede libero, quando tutti quelli che lo conoscono sanno che meriterebbe almeno trent'anni di carcere duro). Abbiamo concordato che, in questo mondo dove tutti invocano a pieni polmoni la PACE, non si pensa abbastanza all'AMORE e quindi abbiamo pensato di tirare su un facilitatore di incontri interpersonali (TM), con l'aiuto dell'ormai famosissimo Polygen(TM). Fatene buon uso e, se trovate l'anima gemella grazie al nostro servizio, non esitate a comunicarcelo. Magari offrendo anche da bere, per festeggiare.
giovedì, ottobre 07, 2004
Reazioni indotte
Mi domando per quale curioso motivo ogni volta che vedo la nuova pubblicità di Calzedonia, mi aumenta sensibilmente la salivazione....
lunedì, ottobre 04, 2004
Incolpevoli incomprensioni
Vi giuro, non è colpa mia. Non ci vado mal disposto. Non sono prevenuto. E' solo che io, col cinema italiano, devo averci litigato da piccolo. Non appena sento che è uscito un nuovo film italiano nelle sale, comincio a provare disagio. Se poi mi dicono che è in concorso alla Mostra di Venezia, accuso leggeri disturbi psicosomatici. Non vi dico poi se addirittura vince il premio della critica: comincio ad accusare disturbi gastrointestinali. Chiaramente, l'apoteosi della patologia la raggiungo solo quando Vincenzo Mollica mi assicura dal TG1 che il film è "..sublime, profondo, meritevole di una visione attenta...". Il che, per i film italiani, accade quasi sempre. Ecco, in questi casi mi si riempie lo scròto di pùstole pruriginose e, per trovar momentaneo sollievo, non ho altro rimedio che il veemente sfregamento dello stesso sulla grattugia del parmigiano reggiano. Qualche animo sensibile potrebbe accusarmi di inadeguatezza culturale, superficialità estetica, incapacità analitica, aridità sentimentale. Tuttavia, e a voi posso confidarlo, ho come il sospetto di non essere l'unico in questa miserrima condizione. Ad esempio, l'altra sera sono stato trascinato, mio malgrado, a vedere l'ultimo, superbo, intenso, struggente film di Stefano Accorsi, "L'amore ritrovato". Inutile dire che dopo 5 minuti di film mi ero già fracassato la minchia. Ed ho resistito così tanto solo perchè c'era la pubblicità, prima. Però, se fossi stato l'unico insensibile della sala, non avrei potuto mica assistere a certi comportamenti. Ad esempio, c'era quel biondino lì, quello due file dietro, che alla metà del secondo tempo ha messo in moto il generatore ed ha cominciato a sfracellarsi le palle col martello pneumatico. E poi c'era anche quel tizio che ha acquistato appositamente il biglietto in galleria, per potersi lanciare di sotto una volta superata la soglia di sopportazione, barattando un disumano strazio con una onesta morte. Poverino, ha retto solo fino al 18° minuto. Per non parlare di quella coppietta morta nel sonno, lì, a due o tre file dallo schermo. Ecco, queste scene mi hanno fatto meditare profondamente: mi è parso per un attimo di non essere poi così solo al mondo. Pensieroso, ho scansato il corpo del proiezionista che ondeggiava a mezz'aria, impiccato alla pellicola, e sono uscito fuori a fumare una paglia.
P.S. Dal sito ufficiale del film, uno stralcio della trama: "Giovanni e Maria attraversano come ombre i luoghi del loro amore mentre la nostalgia si insinua struggente in ogni gesto, in ogni sguardo. Il sole che tramonta dietro le dune e il vento che muove lieve le chiome dei pini ci fanno uscire in punta di piedi dalle loro vite di persone comuni che l'amore per un attimo ha reso uniche." Fate voi.
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