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mercoledì, aprile 21, 2004
I miei link Parte II - Antonio e la sua Guerra in Capa -
Antonio, fondamentalmente, fino a un paio di anni fa era un caro ragazzo, timido ed innocente. E' vero, aveva avuto qualche problema con un poliziotto, che avvicinatosi incautamente alle sue ascelle aveva immediatamente provveduto a denunciarlo per "Possesso di arma impropria". Ma tutto si era risolto davanti al giudice, quando un costernato Antonio aveva promesso di spruzzare il diserbante con con maggiore generosità sotto le ascelle. A parte questo, però, rimaneva un caro ragazzo. A traviarlo, ci abbiamo pensato io ed il demone. Due anni della nostra compagnia e il pùdico amico si è trasformato in un sordido ed inquietante individuo con sfumature sociopatiche. Un esempio per chiarire. Un tempo, sull'argomento "sesso", non esisteva dialogo con lui che non si limitasse ad analizzare la posizione "missionaria", lui sopra e lei sotto. Ogni altra variazione era considerata sacrilega e indecente. Oggi è uno dei pochi individui sulla faccia della terra che possa vantarsi di possedere un video in cui quattro eschimesi brutalizzano una fòca monaca. Sul suo PC girano delle cose così immonde che quando lo accende, il cielo sulla Capitale diventa plumbeo e tuoni assordanti squassano l'etere.Ad ogni buon conto, Antonio ha fatto l'errore di aprire un blog. Ed io ho dato risonanza all'errore linkandolo sul mio. Lui l'ha aperto pensando che fosse interessante per il prossimo leggere le sue pene d'amore, derivanti dall'attaccamento che ha verso una donna caratterizzata dall'avere la "guerra in capa". Nel suo egocentrismo, però, non si è reso conto del fatto che chiunque stia con una donna, prima o poi, sperimenta gli effetti devastanti dell'instabilità umorale femminile e delle crisi pre-infra-post mestruali. Il vero problema è che tale instabilità di coppia va a sommarsi alla sua indole sociopatica, e ciò non è bene. Un esempio, tratto dal post del 2 marzo: "..... penso di andare da lei la prossima volta e dargli un paio di pugni in faccia...". A me, sinceramente, questa sua condizione dispiace. Ma un amico è un amico, e tocca stargli vicino, nel bene e nel male. Anche quando l'amico diventa un tantino inquietante.
P.S. Nel post del demone avevo tralasciato un dettaglio di non secondaria importanza: è lui che mi ha iniziato al culto del ratto. Glie ne sarò eternamente grato.
venerdì, aprile 16, 2004
I miei link Parte 1 - Il Demone -
Ho conosciuto il Demone due anni fa, tramite Antonio, che all'epoca era ancora un caro ragazzo, timido e innocente. Dovevo passare a prenderli per un happening culturale ad Ariccia, noto ritrovo degli intellettuali romani. Purtroppo, ho sempre avuto un rapporto di reciproca incomprensione con le strade romane: mi sono perso 4 volte, accumulando 55 minuti di ritardo. Arrivato a destinazione, ho pòrto le mie scuse, ma il Demone, che, ricordo, era la prima volta che vedevo in vita mia, non ha dato cenno di insofferenza. Si è limitato a farmi notare il fatto che se avessi preso la strada lunga, quella che passa da Barberino del Mugello e Roncobilaccio, sarei arrivato prima. Perchè lui è così, un tipo accomodante. Sentimentale, tagliente, megalomane, romantico, sarcastico, ironico, egocentrico, complessato, eclettico, intellettuale e paranoico, il Demone è praticamente un mio gemello, ed è per questo che mi sta simpatico, perchè anche io sto simpatico a me stesso. Le nostre affinità elettive si sono svelate quella sera ad Ariccia, dove, davanti ad un Antonio attònito(allora era ancora un caro ragazzo, timido e innocente) abbiamo discusso di varie perversioni sessuali, e lui si è offerto di condividere con me quella ventina di gigabyte di pattume che aveva sul suo portatile, masterizzandomi un paio di Cd. Li conservo ancora con cura, nascosti in custodie svianti, tipo "Il coro delle Orsoline canta le canzoni di Natale". Tra le paranoie più frequenti del Demone, vi è il contrastato rapporto che ha con le esponenti del gentil sesso, accusate generalmente di instabilità mentale. Poi, normalmente, si viene a scoprire che le ha trombate. Lui, comunque, nega sempre e si lamenta del periodo di magra.Due anni di frequentazioni non hanno migliorato di un filo i nostri discutibili caratteri, ma in compenso sono riusciti a traviare quello del caro Antonio, di cui vi parlerò la prossima volta. Una osservazione: nonostante notevoli similitudini caratteriali, i nostri blog sono assai diversi. Questo dipende dalle diverse esperienze della vita, ma anche dalla diversa filosofia di base. Per me il blog è soprattutto prolungamento della immagine pubblica. Per lui, è spesso sfogo di quella interiore e privata. Tra l'altro, questo blog, in fondo, è il pàrto del Demone, che non solo mi ha persuaso all'idea, ma me lo ha anche materialmente aperto. Dopo questo post, si renderà conto di aver fatto un'azione nefasta e provvederà a mandarmi affanculo nello spazio riservato ai commenti. E forse anche telefonicamente e di persona.
giovedì, aprile 15, 2004
Intermezzo poetico
Avrei dovuto scrivervi dei cialtroni che ho linkato a questo blog, ma ho deciso che prima di affrontare un discorso così squallido, c'era bisogno di un po' di arte. Quella che segue è una composizione tradotta da un testo arabo del XII secolo del poeta Ahmir Mush-Karràf. Ve la giro perchè è dolce e scivola via leggera. Ve la giro anche perchè possiate mandarvela a memoria e fare finta di averla composta per le vostre frequentazioni femminili, in modo da millantare una vostra personale sensibilità poetica e assicurarvi la scòpata serale. Che tanto a voi solo quello interessa. Chiaramente, la bassa concezione che ho delle abiette frequantazioni di questo blog, non ricomprende anche le leggiadre ragazze che passano di qui.
Scende la pioggia
e le gocce sono come lacrime di rugiada
al risveglio del mio cuore di pietra
di fronte al tuo dolce viso di luce
Come avvenne che l'antico sapore ruvido dei minuti sempre uguali
divenne dolce e fluido al suone della tua voce?
Non so, ma ne gioisco ancora
come il primo giorno.
sabato, aprile 10, 2004
Non frequenterei mai uno che frequenta la gente che frequento io...
Quelli tra voi più scàltri (ossia tutti voi che leggete, in quanto è pacifico il fatto che il mio blog sia visitato solo da soggetti furbi come faìne albine), si saranno accorti che da qualche giorno ho aggiunto una manciata di link ad altri blog. Credo sia necessario fornire qualche spiegazione sul perchè. Qualcosa di più costruttivo della semplice affermazione "Ho linkato questi blog perchè i risperttivi proprietari sono cialtroni almeno quanto me". Tra qualche giorno, quindi, vi parlerò brevemente del demone, di Antonio e del gatto e la volpe. So perfettamente che alla maggioranza di voi tali informazioni interessano quanto leggere il saggio finlandese "La storia dei duroni e dei calli, dall'800 ad oggi". Ma il blog è il mio, e ci scrivo quello che mi pare. Voi, al massimo, potrete protestare nei commenti, o cancellare questo indirizzo dai "Preferiti". Ammesso che abbiate avuto l'ardire di inserirlo in precedenza. Nel frattempo, Buona Pasqua a tutti.
mercoledì, aprile 07, 2004
Inversioni ad "U"
Dimenticate per un po' il tenore che questo blog normalmente prende. Dimenticate la troiate sulle sulle palle delle balene, sui week end allucinanti, sui deliri psichedelici. Dimenticate per un attimo le riflessioni serie, quelle poche che ci sono, gli stati d'animo, le canzoni e le poesie. Ponete tutto in un cassetto della memoria e chiudetelo a chiave per un poco. Quella che segue è una lettera che ho ricevuto da un mio amico. Vi chiedo solo una cortesia: leggetela dedicandogli il giusto tempo.
Mi sono svegliato mezz'ora fa e sono già rabbioso come un cane.Ho dormito un cazzo al solito e ho ancora mal di testa, però ne conosco il motivo.
Stanotte mi chiama G., un ragazzo che secondo me starebbe bene come copywriter in una azienda pubblicitaria e che invece fa il portiere d'albergo, senza alcuna aspirazione di vita. Forse te ne ho parlato, perchè fa parte delle mie conoscenze romane, in ogni caso ha poca importanza, perchè immagino non te ne ricorderesti comunque.
Mi ha tenuto al telefono circa 3 ore, fino alle 4 di mattina, quando l'ho congedato e ho chiuso la conversazione in preda a un mal di testa da impotenza che non ti dico. Tra parole pregne del sarcasmo culesco che lo contraddistingue, mi ha detto che la madre l'ha buttato di nuovo fuori di casa, ma stavolta per davvero e che il lavoro lo annichilisce e che non esce quasi più di casa (quella che ha preso in affitto e che quasi non riesce a pagare) e che è stanco e vuol farla finita.Io l'ho mandato tranquillamente a cagare. Poi mi ha detto di essere sieropositivo. Ha 27 anni, come me.
Evvaffanculo.
G. è ufficialmente ricchione da quando aveva 24 anni, cioè da appena 4 anni. Come molti gay, ha il suo personale parco di situazioni familiari a limite, traumi infantili, padre deceduto troppo in fretta, basso tenore sociale e altre porcate alle spalle che rappresentano il bignami delle cause di omosessualità ufficialmente riconosciute. Come molti che si son scoperti orsi, è passato da una fase iniziale da totale senso di inadeguatezza per via del proprio aspetto, allo scoprire che esistevano deviati ai quali l'aspetto di cui sopra attizzava una cifra. L'effetto pratico è stato che, come in molti, è esplosa la mignottaggine repressa e maturata nel tempo. E ha fatto di tutto.
Ora le persone con le quali tromba lo evitano non appena sanno dell'immunodeficienza e gli amici iniziano a sparire, velocemente. Torna il senso di inadeguatezza perchè alla fine agli occhi dei non orsi sei solo un ciccione e pure parecchio frocio e mi chiede di passare un po' di tempo con me, come mi aveva chiesto a febbraio, quando voleva che scendessi giù a roma un week end per dormire assieme. Proprio dormire, cioè 'sentire un altro corpo caldo sotto le coperte', come dice la Consoli. Cioè non stare da solo.
Realizzo solo ora quanto debba stare di merda.
Anche queste si chiamano 'conseguenze', nello specifico quelle di una vita troppo promiscua. Ok te lo sei meritato, ok potevi fare attenzione, ok. Tutte le colpe di sto mondo, però comunque non và bene per un cazzo. E' fuori dal concetto di giustizia vedersi solo e finito a 27 anni.
Epporcaputtana.
giovedì, aprile 01, 2004
Inquietudini.
Seduto al mio dèsco, ascoltavo distrattamente un documentario sulle balene, mandato in onda da quella trasmissione pseudo-scientifica del menga che fa di nome "Solaris". Ad un tratto, la voce persuasiva del commentatore mi poneva a conoscenza del fatto che i maschi di quella specie di balene, viventi nei mari della Nuova Zelanda, erano provvisiti di un pene lungo tre metri. E di testicoli di una tonnellata di peso. Sono rimasto bàsito per qualche secondo, poi il mio cervello ha cominciato a ragionarci su. Prendendo per buona l'informazione, nonostante l'ignobile fonte, e lasciando stare l'imbarazzante (per me) discorso sulle dimensioni del pene, significherebbe che, fatte le debite proporzioni rispetto alle mie dotazioni e le mie funzionalità organiche, ogni volta che una balena "viene", rilascia qualche ettolitro di liquido seminale. Da ciò ne deriva che, se le balene potessero farsi le seghe, i neozelandesi nuoterebbero in un mare di sperma, e ciò non è propriamente bello. Rifletteteci su: basterebbe farsi un bagnetto in quei mari per avere la sensazione di essere stati oggetto di un bukkake giapponese (chi ignora tale pratica, può ricercare info adeguate su qualsiasi motore di ricerca). Non parliamo poi dell'eventualità di bere per errore un sorso d'acqua: a tutti gli effetti, sarebbe come se aveste fatto un pompino ad un cetaceo, con tanto di ingoio. Certo, la natura, nella sua infinita saggezza, non ha dotato le balene di arti prènsili e pollici opponibili, ma ciò non basta a scongiurare i rischi su esposti: basta infatti che un maschio insofferente delle responsabilità derivanti dalla paternità effettui il còito interrotto, o che una femmina in carriera si disimpegni all'ultimo momento, per riversare nel mare miliardi e miliardi di spermatozoi impazziti, pronti a nuotare fino alla morte in ogni direzione, pur di raggiungere un ovulo. Qualcuno dirà che l'oceano è molto grande. Ma anche un paio di coglioni da due tonnellate sono molto grandi, e le loro potenzialità sono mostruose. Mi domando: ma i cittadini della Nuova Zelanda, sono consci del rischio che corrono? Sanno queste cose quando si recano al mare con tutta la famigliola? E se poi qualche avvenente ragazza, assalita da miliardi di spermatozoi vagabondi, e senza neanche godere dei tre metri di cui sopra, partorisce un orrido ibrido di uomo-balena? Faccio appello alle vostre coscienze: se qualcuno è in possesso di informazioni che possano contribuire a ridimensionare il peso delle palle di questi cetacei, me lo faccia sapere. Altrimenti, sarà il caso di attivare una campagna mediatica per informare i neozelandesi che nuotano in un mare di sperma. Cazzi loro!
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